giovedì 10 marzo 2011

L'inizio dell'inizio

"Chi ben comincia è a metà dell'opera". Mai sentito dire? Io ci ho sempre creduto il giusto, ma d'altra parte bisognerà pur incominciare (e possibilmente prima di mezzanotte, perché oggi è giovedì, ed è arcinoto che "né di venere né di marte non si arriva né si parte né si dà inizio all'arte"). E da cosa cominciare se non dal nome? Tutto comincia con un nome, ovvio, come fai a iniziare una cosa se non sai cos'è, se non le dai, appunto, un nome. Oddio, ora che ci penso ci sono un sacco di cose che non cominciano con un nome, per esempio tutti i temi di italiano che ho fatto alle superiori: il titolo lo scrivevo negli ultimi 5 secondi, nemmeno 5 minuti, alla velocità della luce, storpiando tutte le lettere e sbavando l'inchiostro, nemmeno scrivessi con penna e calamaio invece che con la biro. Ma soprassediamo.
Insomma, dicevo, un nome. Ovviamente quando hai bisogno di un' idea non te ne viene in mente nessuna; le idee sono come quantizzate, o zero o mille - niente vie di mezzo.
Allora, vista la carestia di idee, mi sono affidata alla rete e, come per magia, Google mi hai servito su un piatto d'argento (cioè come primo link dei 698.000 e rotti visualizzati) un sito di psicologia che spiegava come dare un nome al proprio blog: tanti discorsi, ma idee zero (poi, vedendo che gli altri articoli del sito erano intitolati " Natale e disturbi mentali" e "Educazione fa rima con schiaffoni?" ho deciso di lasciar perdere definitivamente).
Primo barlume di idea: trarre ispirazione da una canzone, un libro, un film..insomma da qualcuno che avesse già avuto almeno uno straccio di idea decente. Ottimo, mi viene subito in mente il titolo di una canzone, ma non so né dove/come/quando l'ho sentita né di cosa parli... cerco il titolo, "The fields of Athenry", su Google: la canzone parla della grande carestia irlandese, di un uomo che ha rubato del cibo per la sua famiglia e che è stato arrestato e condannato e se ne sta andando su una nave-prigione. Un grosso, enorme buco nell'acqua.
Alla fine, però, dopo mille peripezie un titolo l'ho trovato: "senza ali e senza rete" sono parole de "La donna cannone" di De Gregori che mi sono sempre piaciute.
A questo punto, sorge spontanea la domanda: ma di cosa parla questo blog (oltre alla genesi del suo nome)?
Ancora non lo so, ci penso e poi lo faccio sapere al mondo. Prometto di impegnarmi nel pensare a qualcosa di decente. Intanto sarà merito di una fortunata coincidenza astrale se riuscirò a pubblicare questo post.
Perché, ne sono sicura, quel tasto per l' autodistruzione esiste. E devo riuscire a scansarlo. :)

7 commenti:

  1. Anche per me esiste!!!spero di non premerlo mai però!!ahaha

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  2. Da parte mia, sono convinta che se un giorno arriverò veramente alla tesi, nel momento in cui avrò finalmente finito di scriverla le mie dita annasperanno alla ricerca del benedetto tasto per salvare il tutto... ma incroceranno inesorabilmente e fatalmente il famigerato tasto per l'autodistruzione!! :)

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. L'ho trovato!!!

    http://www.doheth.co.uk/funny/computers/Oh_Shit_Button

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  5. Vedi, esiste ("..ed è unico!", completerebbe qualcuno malato di matematica...)

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  6. Forse per scoprire il senso di questo blog dovrai arrivare in fondo all'esperienza...si, penso che anch'io farò così...

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  7. Giusto, in un viaggio l'importante non è la meta ma viaggiare... senti che perle!!

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