Ho raccolto con l'interesse l'invito del professore a dare un'occhiata a DotSub... e ovviamente ho trasformato questa occasione di apprendimento in qualcosa di poco serio. Spero che mi perdonerete. :)
http://dotsub.com/view/75f8d3f1-0434-481f-b4e5-5cbd3fa2c5b8
lunedì 18 aprile 2011
giovedì 14 aprile 2011
5 Personaggi in cerca di pace
Ecco una breve storia, un potenziale brandello di vita di chiunque, che mi è stata ispirata dalla lettura dei commenti al post "La fisicità del cyberspazio"del prof sul suo blog... Preciso che, in effetti, non ha nulla a che fare con gli argomenti trattati in tali commenti: le cose che ho letto hanno solo evocato nel guazzabuglio delle mia testa 5 personaggi in cerca di pace..in viale Morgagni.
Dedicato a tutti coloro che ogni mattina affrontano per recarsi a scuola, all'università, al lavoro o dove gli pare un'odissea degna di essere cantata in un poema di migliaia di versi in esametri dattilici. Per ora, nonostante la mia profonda simpatia per l'esametro dattilico, mi limito a questo.
Una mattina qualunque di una qualunque giornata indefinita, uno di quei giorni che sembrano tutti uguali, in cui non c'è il sole e non piove. Insomma, alquanto insignificante.
Viale Morgagni.
Matteo, 10 anni, gli occhi abbottonati dal sonno, alle spalle un sogno (in cui volava su un potentissimo jet sopra il Tirreno) lasciato troppo presto a metà nel letto caldo e davanti a sé una terrificante giornata di scuola di quinta elementare comprendente la più terribile interrogazione di geografia della storia.
Pedala ansimando sulla sua bici azzurra verso la scuola elementare all'angolo tra viale Morgagni e via Dino del Garbo; sua madre stamattina (come tutte le mattine, del resto) lo ha liquidato con una merendina confezionata (senza grassi idrogenati, ci mancherebbe!) e lo ha guardato sparire dietro l'angolo in sella alla sua bicicletta, chiedendosi se suo figlio sarebbe mai riuscito a liberarsi di quel salvagente di ciccia pedalando fino a scuola: stanno solo a 1 km di distanza, e un po' di moto fa sempre bene.
VickyLove_91 fa lo slalom con il motorino tra la fila di macchine ferme al semaforo, piazzandosi quasi in pole position, accanto ad un autobus; non capisce come facciano tanti suoi coetanei ad andare all'università in autobus, la mattina è un delirio... . Stamattina si è svegliata tardi, si è infilata l'applicatore del mascara in un occhio (che le brucia ancora dietro la visiera del casco) ed ha meno voglia del solito di raggiungere l'aula del Polo Biomedico dove dovrà sorbirsi almeno 4 ore filate di roba incomprensibile. Che palle.
Il conducente dell'autobus R - il famigerato mezzo di trasporto che traghetta gli studenti universitari da e per la stazione di Rifredi - si sente un po' Caronte: i suoi passeggeri hanno tutti una brutta cera. Studenti assonnati e distratti, lavoratori annoiati, vecchiette onnipresenti su qualunque autobus a qualunque ora. Tutti sembrano già con un piede nella fossa e pronti per essere traghettati al di là dello Stige.
Anche lui, a pensarci bene, non sta una meraviglia: tutte le mattine la stessa storia, tutti i giorni lamentele dai passeggeri perché "questi benedetti cosi non passano mai in orario..saltano le corse, addirittura!", come se fosse colpa sua; e poi i turni impossibili, il mal di schiena, sua moglie, il carovita... Sospira mentre aspetta che il semaforo diventi verde.
Franco è irritato. Sta facendo tardi, come al solito. Solo perché questo maledetto semaforo di viale Morgagni non diventa verde, sia ben chiaro. Ha il piede destro sull'acceleratore, pronto a sgassare non appena scatta il verde. Alla sua destra, un autobus..che numero è? "R". Che assurdità, quando lo prendeva lui l'autobus, da ragazzino, c'erano i numeri, mica le lettere..!
Clarissa, 79 anni, è vicina all'edicola davanti alla scuola elementare, deve attraversare il viale per andare alla Asl; l'occhio le cade sulla civetta: i titoli parlano solo di brutte cose successe probabilmente a gente perbene, allora mentre inizia ad attraversare le strisce gira lo sguardo..che bella ragazza quella sul motorino, avrà al massimo 20 anni..eh, quando ce li avevo io, vent'anni..!
Scatta il verde.
Franco preme con decisione sull'acceleratore, tanto che l'auto sgomma stridendo, e gira a sinistra in via Santo Stefano in Pane.
Il conducente dell' R pensa allibito mentre riparte: "Oh, ma guarda di prima mattina questo creti.." - Clarissa è ancora sulle strisce, il fatto che il semaforo dei pedoni sia rosso non sembra tangerla minimamente (d'altra parte è daltonica da tutta la vita e la cosa non l'ha mai scossa più di tanto), sta ancora pensando a come si divertiva 60 anni prima...
Il conducente dell' R frena bruscamente, molti studenti assonnati che non si stavano reggendo saldamente finiscono gli uni addosso agli altri... ma la vecchietta intrepida è salva. Per un pelo, ma ce l'ha fatta.
Non che la signora sembri averci fatto caso: forse alla sua età è sorda, ci vede poco, o è semplicemente rincoglionita.
Nel frattempo VickyLove_91, che aspettava il verde appiccicata alla fiancata destra dell'autobus, una volta partita rischia di andare a sbattere contro il bus - che ha appena inchiodato per colpa di qualche pedone idiota - e sterza bruscamente a destra.
Ma proprio in quel momento da via Dino del garbo sbuca Matteo in bicicletta e viene travolto in pieno da VickyLove_91. I due finiscono brutalmente in terra.
VickyLove_91 si è solo sbucciata un po' la mano destra, Matteo invece nota con somma gioia che il suo braccio sinistro ha un' angolazione strana e gli fa così male che non riesce a muoverlo.
Ottimo, ce n'è abbastanza per far venire la mamma e saltare quell'odiosa interrogazione di geografia.
Dopotutto questa mattinata poteva andare peggio.
Dedicato a tutti coloro che ogni mattina affrontano per recarsi a scuola, all'università, al lavoro o dove gli pare un'odissea degna di essere cantata in un poema di migliaia di versi in esametri dattilici. Per ora, nonostante la mia profonda simpatia per l'esametro dattilico, mi limito a questo.
Una mattina qualunque di una qualunque giornata indefinita, uno di quei giorni che sembrano tutti uguali, in cui non c'è il sole e non piove. Insomma, alquanto insignificante.
Viale Morgagni.
Matteo, 10 anni, gli occhi abbottonati dal sonno, alle spalle un sogno (in cui volava su un potentissimo jet sopra il Tirreno) lasciato troppo presto a metà nel letto caldo e davanti a sé una terrificante giornata di scuola di quinta elementare comprendente la più terribile interrogazione di geografia della storia.
Pedala ansimando sulla sua bici azzurra verso la scuola elementare all'angolo tra viale Morgagni e via Dino del Garbo; sua madre stamattina (come tutte le mattine, del resto) lo ha liquidato con una merendina confezionata (senza grassi idrogenati, ci mancherebbe!) e lo ha guardato sparire dietro l'angolo in sella alla sua bicicletta, chiedendosi se suo figlio sarebbe mai riuscito a liberarsi di quel salvagente di ciccia pedalando fino a scuola: stanno solo a 1 km di distanza, e un po' di moto fa sempre bene.
VickyLove_91 fa lo slalom con il motorino tra la fila di macchine ferme al semaforo, piazzandosi quasi in pole position, accanto ad un autobus; non capisce come facciano tanti suoi coetanei ad andare all'università in autobus, la mattina è un delirio... . Stamattina si è svegliata tardi, si è infilata l'applicatore del mascara in un occhio (che le brucia ancora dietro la visiera del casco) ed ha meno voglia del solito di raggiungere l'aula del Polo Biomedico dove dovrà sorbirsi almeno 4 ore filate di roba incomprensibile. Che palle.
Il conducente dell'autobus R - il famigerato mezzo di trasporto che traghetta gli studenti universitari da e per la stazione di Rifredi - si sente un po' Caronte: i suoi passeggeri hanno tutti una brutta cera. Studenti assonnati e distratti, lavoratori annoiati, vecchiette onnipresenti su qualunque autobus a qualunque ora. Tutti sembrano già con un piede nella fossa e pronti per essere traghettati al di là dello Stige.
Anche lui, a pensarci bene, non sta una meraviglia: tutte le mattine la stessa storia, tutti i giorni lamentele dai passeggeri perché "questi benedetti cosi non passano mai in orario..saltano le corse, addirittura!", come se fosse colpa sua; e poi i turni impossibili, il mal di schiena, sua moglie, il carovita... Sospira mentre aspetta che il semaforo diventi verde.
Franco è irritato. Sta facendo tardi, come al solito. Solo perché questo maledetto semaforo di viale Morgagni non diventa verde, sia ben chiaro. Ha il piede destro sull'acceleratore, pronto a sgassare non appena scatta il verde. Alla sua destra, un autobus..che numero è? "R". Che assurdità, quando lo prendeva lui l'autobus, da ragazzino, c'erano i numeri, mica le lettere..!
Clarissa, 79 anni, è vicina all'edicola davanti alla scuola elementare, deve attraversare il viale per andare alla Asl; l'occhio le cade sulla civetta: i titoli parlano solo di brutte cose successe probabilmente a gente perbene, allora mentre inizia ad attraversare le strisce gira lo sguardo..che bella ragazza quella sul motorino, avrà al massimo 20 anni..eh, quando ce li avevo io, vent'anni..!
Scatta il verde.
Franco preme con decisione sull'acceleratore, tanto che l'auto sgomma stridendo, e gira a sinistra in via Santo Stefano in Pane.
Il conducente dell' R pensa allibito mentre riparte: "Oh, ma guarda di prima mattina questo creti.." - Clarissa è ancora sulle strisce, il fatto che il semaforo dei pedoni sia rosso non sembra tangerla minimamente (d'altra parte è daltonica da tutta la vita e la cosa non l'ha mai scossa più di tanto), sta ancora pensando a come si divertiva 60 anni prima...
Il conducente dell' R frena bruscamente, molti studenti assonnati che non si stavano reggendo saldamente finiscono gli uni addosso agli altri... ma la vecchietta intrepida è salva. Per un pelo, ma ce l'ha fatta.
Non che la signora sembri averci fatto caso: forse alla sua età è sorda, ci vede poco, o è semplicemente rincoglionita.
Nel frattempo VickyLove_91, che aspettava il verde appiccicata alla fiancata destra dell'autobus, una volta partita rischia di andare a sbattere contro il bus - che ha appena inchiodato per colpa di qualche pedone idiota - e sterza bruscamente a destra.
Ma proprio in quel momento da via Dino del garbo sbuca Matteo in bicicletta e viene travolto in pieno da VickyLove_91. I due finiscono brutalmente in terra.
VickyLove_91 si è solo sbucciata un po' la mano destra, Matteo invece nota con somma gioia che il suo braccio sinistro ha un' angolazione strana e gli fa così male che non riesce a muoverlo.
Ottimo, ce n'è abbastanza per far venire la mamma e saltare quell'odiosa interrogazione di geografia.
Dopotutto questa mattinata poteva andare peggio.
lunedì 4 aprile 2011
Assignment 4: social bookmarking
Dunque... le mie impressioni sul social bookmarking: senza dubbio è una cosa utile, anche se personalmente credo di non poterne apprezzare appieno le potenzialità perché non penso di aver veramente bisogno di sfruttarle. Nel senso che non ho tantissimi preferiti, quindi la funzione di mettere ordine del social bookmarking è relativamente indispensabile nel mio caso: trovo invece promettente la caratteristica di essere "social" cioè di poter condividere i propri bookmarks (anche se ancora non so se e come la sfrutterò).
Premesso tutto ciò, imparare a conoscere ed usare Delicious mi è servito da palestra per aggeggiare cose nuove e ci ho messo un po' più di quanto avrei pensato a mettere a punto alcune cose: per esempio, al momento dell'iscrizione - non so se per una mia negligenza o per altro motivo- non mi si è installato il pulsante "tag" per aggiungere bookmarks velocemente (quindi per i primi bookmarks ho usato il vecchio e sempre efficace metodo del copia-e-incolla con gli URL), ma ho risolto cliccando su "tools" ed il resto è andato tutto liscio; più spinosa la questione dell'importare i preferiti dal browser (io uso Google Chrome, ma mi è riuscito importarli solo da Internet Explorer), perché sto ancora aspettando che vengano importati (sul sito c'è scritto che arriva una mail di conferma e che ci può volere anche un giorno, quindi aspetto prima di impanicarmi :) ).
Boh, a questo punto credo di aver detto tutto quello che avevo da dire sul social bookmarking.
Passo e chiudo.
Premesso tutto ciò, imparare a conoscere ed usare Delicious mi è servito da palestra per aggeggiare cose nuove e ci ho messo un po' più di quanto avrei pensato a mettere a punto alcune cose: per esempio, al momento dell'iscrizione - non so se per una mia negligenza o per altro motivo- non mi si è installato il pulsante "tag" per aggiungere bookmarks velocemente (quindi per i primi bookmarks ho usato il vecchio e sempre efficace metodo del copia-e-incolla con gli URL), ma ho risolto cliccando su "tools" ed il resto è andato tutto liscio; più spinosa la questione dell'importare i preferiti dal browser (io uso Google Chrome, ma mi è riuscito importarli solo da Internet Explorer), perché sto ancora aspettando che vengano importati (sul sito c'è scritto che arriva una mail di conferma e che ci può volere anche un giorno, quindi aspetto prima di impanicarmi :) ).
Boh, a questo punto credo di aver detto tutto quello che avevo da dire sul social bookmarking.
Passo e chiudo.
sabato 2 aprile 2011
Le (4) fatiche di Ercole
Come potete vedere, mi sono impegnata ad addobbare un po' questo blog (per adombrare la cronica assenza di contenuti??) e la cosa, come al solito, ha richiesto un bel po' di ingegno da parte mia.
Ecco l'interminabile lista di cose che ho fatto per il bene del blog:
1) ho aggiunto una serie di proverbi (che tenterò di aggiornare il più spesso possibile, lo giuro) - non si tratta di proverbi comuni, sono proverbi che quando sei alle perse e credi di aver toccato il fondo, a sentirli capisci che non è così: al peggio non c'è mai fine;
2) sono riuscita a postare un paio di video, così per provare - ho usato due canzoni che mi piacciono a lot, sentitevi liberi di darci un occhio e un orecchio;
3) ho capito (quasi) l'importanza di mettere un orologio sul proprio blog (in realtà sono stata costretta dalla mia assistente ipertecnologica, visto che io sono allergica a questi congegni): quindi vi prego di stupirvi e strabiliarvi della straordinaria genialità del Ball clock che potete ammirare qui a lato (a questo punto vi concedo un po' di tempo - diciamo 30 secondi - per capire come funziona);
4) last-but-not-least, con grande magnanimità ho adottato dei poveri pinguini alquanto problematici (vedi widget in fondo): sembrano soffrire di una forma di Corea minor (altrimenti detto "Ballo di San Vito") o forse pesticciano in questa maniera per motivi personali che non mi è dato di sapere.
Vale atque vale
Ecco l'interminabile lista di cose che ho fatto per il bene del blog:
1) ho aggiunto una serie di proverbi (che tenterò di aggiornare il più spesso possibile, lo giuro) - non si tratta di proverbi comuni, sono proverbi che quando sei alle perse e credi di aver toccato il fondo, a sentirli capisci che non è così: al peggio non c'è mai fine;
2) sono riuscita a postare un paio di video, così per provare - ho usato due canzoni che mi piacciono a lot, sentitevi liberi di darci un occhio e un orecchio;
3) ho capito (quasi) l'importanza di mettere un orologio sul proprio blog (in realtà sono stata costretta dalla mia assistente ipertecnologica, visto che io sono allergica a questi congegni): quindi vi prego di stupirvi e strabiliarvi della straordinaria genialità del Ball clock che potete ammirare qui a lato (a questo punto vi concedo un po' di tempo - diciamo 30 secondi - per capire come funziona);
4) last-but-not-least, con grande magnanimità ho adottato dei poveri pinguini alquanto problematici (vedi widget in fondo): sembrano soffrire di una forma di Corea minor (altrimenti detto "Ballo di San Vito") o forse pesticciano in questa maniera per motivi personali che non mi è dato di sapere.
Vale atque vale
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