Ecco una breve storia, un potenziale brandello di vita di chiunque, che mi è stata ispirata dalla lettura dei commenti al post "La fisicità del cyberspazio"del prof sul suo blog... Preciso che, in effetti, non ha nulla a che fare con gli argomenti trattati in tali commenti: le cose che ho letto hanno solo evocato nel guazzabuglio delle mia testa 5 personaggi in cerca di pace..in viale Morgagni.
Dedicato a tutti coloro che ogni mattina affrontano per recarsi a scuola, all'università, al lavoro o dove gli pare un'odissea degna di essere cantata in un poema di migliaia di versi in esametri dattilici. Per ora, nonostante la mia profonda simpatia per l'esametro dattilico, mi limito a questo.
Una mattina qualunque di una qualunque giornata indefinita, uno di quei giorni che sembrano tutti uguali, in cui non c'è il sole e non piove. Insomma, alquanto insignificante.
Viale Morgagni.
Matteo, 10 anni, gli occhi abbottonati dal sonno, alle spalle un sogno (in cui volava su un potentissimo jet sopra il Tirreno) lasciato troppo presto a metà nel letto caldo e davanti a sé una terrificante giornata di scuola di quinta elementare comprendente la più terribile interrogazione di geografia della storia.
Pedala ansimando sulla sua bici azzurra verso la scuola elementare all'angolo tra viale Morgagni e via Dino del Garbo; sua madre stamattina (come tutte le mattine, del resto) lo ha liquidato con una merendina confezionata (senza grassi idrogenati, ci mancherebbe!) e lo ha guardato sparire dietro l'angolo in sella alla sua bicicletta, chiedendosi se suo figlio sarebbe mai riuscito a liberarsi di quel salvagente di ciccia pedalando fino a scuola: stanno solo a 1 km di distanza, e un po' di moto fa sempre bene.
VickyLove_91 fa lo slalom con il motorino tra la fila di macchine ferme al semaforo, piazzandosi quasi in pole position, accanto ad un autobus; non capisce come facciano tanti suoi coetanei ad andare all'università in autobus, la mattina è un delirio... . Stamattina si è svegliata tardi, si è infilata l'applicatore del mascara in un occhio (che le brucia ancora dietro la visiera del casco) ed ha meno voglia del solito di raggiungere l'aula del Polo Biomedico dove dovrà sorbirsi almeno 4 ore filate di roba incomprensibile. Che palle.
Il conducente dell'autobus R - il famigerato mezzo di trasporto che traghetta gli studenti universitari da e per la stazione di Rifredi - si sente un po' Caronte: i suoi passeggeri hanno tutti una brutta cera. Studenti assonnati e distratti, lavoratori annoiati, vecchiette onnipresenti su qualunque autobus a qualunque ora. Tutti sembrano già con un piede nella fossa e pronti per essere traghettati al di là dello Stige.
Anche lui, a pensarci bene, non sta una meraviglia: tutte le mattine la stessa storia, tutti i giorni lamentele dai passeggeri perché "questi benedetti cosi non passano mai in orario..saltano le corse, addirittura!", come se fosse colpa sua; e poi i turni impossibili, il mal di schiena, sua moglie, il carovita... Sospira mentre aspetta che il semaforo diventi verde.
Franco è irritato. Sta facendo tardi, come al solito. Solo perché questo maledetto semaforo di viale Morgagni non diventa verde, sia ben chiaro. Ha il piede destro sull'acceleratore, pronto a sgassare non appena scatta il verde. Alla sua destra, un autobus..che numero è? "R". Che assurdità, quando lo prendeva lui l'autobus, da ragazzino, c'erano i numeri, mica le lettere..!
Clarissa, 79 anni, è vicina all'edicola davanti alla scuola elementare, deve attraversare il viale per andare alla Asl; l'occhio le cade sulla civetta: i titoli parlano solo di brutte cose successe probabilmente a gente perbene, allora mentre inizia ad attraversare le strisce gira lo sguardo..che bella ragazza quella sul motorino, avrà al massimo 20 anni..eh, quando ce li avevo io, vent'anni..!
Scatta il verde.
Franco preme con decisione sull'acceleratore, tanto che l'auto sgomma stridendo, e gira a sinistra in via Santo Stefano in Pane.
Il conducente dell' R pensa allibito mentre riparte: "Oh, ma guarda di prima mattina questo creti.." - Clarissa è ancora sulle strisce, il fatto che il semaforo dei pedoni sia rosso non sembra tangerla minimamente (d'altra parte è daltonica da tutta la vita e la cosa non l'ha mai scossa più di tanto), sta ancora pensando a come si divertiva 60 anni prima...
Il conducente dell' R frena bruscamente, molti studenti assonnati che non si stavano reggendo saldamente finiscono gli uni addosso agli altri... ma la vecchietta intrepida è salva. Per un pelo, ma ce l'ha fatta.
Non che la signora sembri averci fatto caso: forse alla sua età è sorda, ci vede poco, o è semplicemente rincoglionita.
Nel frattempo VickyLove_91, che aspettava il verde appiccicata alla fiancata destra dell'autobus, una volta partita rischia di andare a sbattere contro il bus - che ha appena inchiodato per colpa di qualche pedone idiota - e sterza bruscamente a destra.
Ma proprio in quel momento da via Dino del garbo sbuca Matteo in bicicletta e viene travolto in pieno da VickyLove_91. I due finiscono brutalmente in terra.
VickyLove_91 si è solo sbucciata un po' la mano destra, Matteo invece nota con somma gioia che il suo braccio sinistro ha un' angolazione strana e gli fa così male che non riesce a muoverlo.
Ottimo, ce n'è abbastanza per far venire la mamma e saltare quell'odiosa interrogazione di geografia.
Dopotutto questa mattinata poteva andare peggio.
Ahahah complimenti,questo post mi ha divertita troppo!STIMA per la signora Clarissa e pietà per il povero Franco!
RispondiEliminaConcordo :) a pensarci bene, l'unico che è sfortunato in questa storia è proprio lui..
RispondiElimina=)
RispondiEliminaManco solo io a completare il quadro!
P.S. l'incidente non è una previsione che si discosta tanto dalla realtà.
Se non ti butti sulla striscie tipo kamikaze pronto a sfidare la morte non c'è mai nessuno che si ferma... Un giorno o l'altro ci rimango io sotto quell'R!
Io di solito sono a bordo del suddetto R, spero di non vederti mai sotto le ruote..!! :)
RispondiEliminaOrdinaria follia in viale morgagni!
RispondiEliminaEsatto :)
RispondiEliminaIn realtà c'è anche qualche folle che l'R non se lo prende e si fa tutto il Viale Morgagni a piedi tutte le mattine...in ogni caso le scene che vedi per la strada cambiano, ma non cambia il resto...
RispondiEliminaEh, sì.... gli irriducibili podisti del viale morgagni!!
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